Il Blog di Storia e Memoria

Dicembre 11, 2007

La campagna di Grecia

Archiviato in: Varie — Storia e memoria @ 11:34 pm

 

La Grecia aveva un regime non molto dissimile da quello dell’Italia fascista. Mussolini però aveva identificato nella Grecia l’obiettivo ideale di una campagna militare che avrebbe fatto guadagnare all’Italia un avamposto nei Balcani e maggior peso rispetto all’alleato tedesco. La mattina del 28 ottobre 1940, l’ambasciatore italiano ad Atene consegna un ultimatum al primo ministro greco che lo respinge immediatamente.
Questa data in Grecia è divenuta ricorrenza nazionale come Giorno del “No”, cioè il ricordo orgoglioso del rifiuto di consegnare le armi all’Italia fascista. 

Nel giro di poche ore le truppe italiane attraversano il confine greco-albanese e il governo di Atene è costretto ad entrare in guerra.
L’invasione cementa però lo spirito di resistenza dei greci che nel giro di pochi giorni respingono gli italiani. I greci minacciano di aggirare tutto lo schieramento italiano. Viene ordinato un profondo ripiegamento sulla linea del fronte albanese. L’8 novembre, di fronte alla grave situazione, il comando italiano dà l’ordine di ritirata. Anche le comunicazioni non funzionano; la divisione Julia viene schiacciata da tre divisioni greche.

Questo è il Ponte di Perati citato nella Canzone alla Jiulia che puoi leggere in fondo alla pagina, tragico inno al sacrificio dei soldati italiani in una guerra di aggressione. 

Di fronte alle difficoltà italiane la Germania decide di muoversi nei Balcani e il 6 aprile del 1941 invade la Grecia, dando man forte alle truppe italiane e sopraffacendo rapidamente le truppe greche ed inglesi. Il 27 aprile 1941 le armate tedesche entrano ad Atene. Sul Partenone sventola la bandiera nazista
Nel giugno del 1941 tutto il Paese è sotto il controllo di Italia, Germania e Bulgaria.
Le conseguenze della guerra iniziata dall’Italia fascista sono tragiche per il paese. La guerra e l’occupazione nazifascista provoca una spaventosa penuria di generi alimentari soprattutto nel continente greco: oltre quattrocentomila persone muoiono di fame. Ben presto nel Paese è organizzata la deportazione degli ebrei, secondo il programma di sterminio dell’ideologia nazista: la comunità di Salonicco, consistente in circa 50mila persone, viene praticamente cancellata.

 

Secondo i dati ufficiali del Ministero della difesa la campagna di Grecia è costata all’Italia 13.755 morti, 50.874 feriti, 12.368 congelati, 25.067 dispersi, 52.108 ricoverati in luoghi di cura. 

 

Sul ponte di Perati,
bandiera nera.
È il lutto della Julia
che va alla guerra.
Quelli che son partiti
non son tornati,
sui monti della Grecia
sono restati.
Sui monti della Grecia,
c’è la Vojussa,
col sangue degli alpini
s’è fatta rossa.

Alpini della Julia
in alto il cuore,
sul ponte di Perati
c’è il tricolore.

 

2 commenti »

  1. Invito tutti coloro che si recheranno in vacanza quest’estate a Cefalonia,specialmente ai giovani, di visitare i luoghi della memoria che ricordano il sacrificio di 9450 soldati italiani nell’ultimo conflitto,magari tralasciando le splendide spiagge,per un giorno Contattare a Argostoli l’associazione Mediterraneo,o i soci della Associazione Nazionale Divisione “Acqui” presso il museo dedicato ai nostri eroi,nel vialone vicino alla chiesa cattolica di San Nicola
    “SULL’ARMA SI CADE MA NON SI CEDE”

    Commento di ilario 45 — Dicembre 26, 2007 @ 1:01 am

  2. secondo me l’idea di pubblicare i dati dei morti e dei feriti italiani è un’idea molto carina,fa capire meglio quanto questa guerra sia stata grave.

    Commento di lavy e sharon — Dicembre 28, 2007 @ 10:00 am

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