Cefalonia, indizi su Mussolini (dal Corriere della sera 24 novembre 2007 )
riportiamo solo il documento e la riflessione conclusiva dell’autore
Come mandante dell’ultimo atto della strage di Cefalonia, la fucilazione degli italiani intorno alla Casetta Rossa il 24-25 settembre 1943, c’è un indiziato nuovo: Benito Mussolini. Ad accusarlo è il tenente colonnello Johannes Barge, che era stato il comandante tedesco a Cefalonia fino al 16 settembre, giorno d’arrivo dei rinforzi.
Come risulta da un verbale di interrogatorio della prima inchiesta aperta in Germania sull’eccidio, risalente agli anni sessanta, Barge dichiarava il 4 novembre 1964 al procuratore di Dortmund, Obluda: “Prima che io lasciassi l’isola di Cefalonia, ho saputo di un telegramma di Mussolini, il quale aveva ordinato che gli ufficiali della divisione Acqui, che egli definiva ammutinati, dovessero essere fucilati come punizione per la loro diserzione… Io non ero più a Cefalonia quando gli ufficiali vennero fucilati. Anche Hirschfeld [il nuovo comandante] rimase sbalordito come me. Egli sollevò dubbi sulle modalità d’esecuzione di un tale ordine di fucilare oltre 100 ufficiali e sull’opportunità di gettare i corpi dei fucilati in una fossa comune o di farli affondare in mare. Vorrei aggiungere che nell’ordine di fucilazione di Mussolini erano stati espressamente esclusi i cappellani militari”… Mussolini sapeva di non poter dare ordini ai tedeschi. Ma forse proprio per la sua debolezza, voleva dimostrare a Hitler la sua determinazione nel riprendere in mano lo Stato e l’esercito.
Paolo Paoletti

dovreste mettere qualche altro articolo per saperne di più…
Commento di lavy — Dicembre 27, 2007 @ 5:47 pm
Chiederemo a Paolo Paoletti un approfondimento sul tema: lo pubblicheremo appena possibile.
Commento di Storia e memoria — Dicembre 27, 2007 @ 10:23 pm
Sulla Repubblica di giovedì 27 marzo ho letto l’articolo “Le mani di An sull’Acqui Storia”; lo trascrivo allo scopo
di conoscere l’opinione dei frequentatori del Blog.
TORINO - E’ nato in memoria dei soldati della divisione Acqui, trucidati dai tedeschi a Cefalonia e a Corfù. Ha avuto fra i suoi promotori Rochart, Bobbio e Revelli. Ma ora, per iniziativa di Carlo Sburlati, assessore alla Cultura del comune acquese(An), il premio Acqui Storia rischia di essere stravolto. Nella giuria sono stati nominati militanti del partito di Gianfranco Fini o appartenenti a quell’area. Le scelte di Sburlati non sono piaciute agli sponsor del premio, la Cassa di risparmio di Alessandria e della Regione Piemonte, che premono affinché il Comune faccia marcia indietro.
Gli eredi del fascismo sono degni di ricordare i martiri di Cefalonia?
Commento di marino — Marzo 27, 2008 @ 12:09 pm
Rispondo alla domanda del sig. Marino:
“Sono degni di parlare di Cefalonia coloro che ne raccontano la vera storia e non le bugìe raccontate per
trasformare un episodio di resistenza MILITARE avvenuto a seguito di un ORDINE DI RESISTERE inviato dal Comando
Supremo al gen. Gandin in un episodio -addirittura il primo- della Resistenza antifascista avvenuto a seguito di un referendum in cui all’unanimità i soldati decisero di combattere.
Questa è la più grande balla messa in giro dalla Sinistra per fagocitare la triste vicenda nella Resistenza di
carattere ideologico che perfino il Procuratore capo Militare Intelisano ha implicitamente respinto parlando
chiaramente in un’intervista al tg1 del 15 nov. 2007 di ORDINE DI RESISTERE inviato alla Div. Acqui
http://news.centrodiascolto.it/video/id=212278/d=2008-07-22/w=cefalonia
E il dr. Intelisano -quanto ad antifascismo- è persona al di sopra di ogni sospetto.
Concludendo non sono gli eredi del fascismo (a proposito lo sa il sig. marino che quasi tutti gli ufficiali erano
di idee fasciste così come gran parte della truppa ?) o dell’antifascismo ad essere più o meno degni di ricordare i martiri di Cefalonia ma chiunque ne parli in modo rispettoso della storia e non piegandola alla propria
ideologia.
Massimo Filippini
Orfano di un Martire di Cefalonia
o
Ideologica prepotente
Questa favola raccontata fino ad oggi impunemente et per tutti”da dare è che ,
rispondo alla sua domanda telegraficamente ma lei ch
Commento di Massimo Filippini — Novembre 28, 2008 @ 1:28 pm