Il Blog di Storia e Memoria

Novembre 20, 2007

L’armistizio:scheda

Archiviato in: Varie — admin @ 10:19 am

Dopo la caduta del regime fascista il 25 luglio 1943, il nuovo Presidente del Consiglio Pietro Badoglio aveva ribadito l’impegno a combattere al fianco dell’alleato tedesco. Ben presto tuttavia venivano avviati contatti diplomatici per cercare di porre fine a una guerra ormai irrimediabilmente compromessa. Mentre gli alti comandi tedeschi, che avevano intuito le intenzioni italiane, inviavano nel nostro Paese ingenti forze, a Lisbona il generale Giovanni Castellano definiva i termini dell’armistizio che imponeva all’Italia vari obblighi politici, economici e finanziari, ponendo il governo sotto il controllo di una Commissione alleata.
L’armistizio fu firmato il 3 settembre a Cassibile, e il governo italiano si impegnò a darne pubblicità al momento dello sbarco alleato, da effettuarsi entro 2 settimane. Il governo e i comandi dell’esercito, nei giorni seguenti, non seppero organizzare la minima manovra preparatoria: quando il generale americano Eisenhower, alle 18.30 dell’8 settembre, annunciò per radio la firma dell’armistizio, la notizia colse di sorpresa tutto il Paese, inclusi i combattenti in Italia e all’estero.
Alle 19.45 dell’8 settembre 1943 Badoglio lesse un comunicato che confermava l’armistizio, senza peraltro dare ordini chiari e concreti alle truppe. All’alba del 9 settembre, il re, la corte, il governo e lo Stato maggiore abbandonarono Roma su un’autocolonna diretta a Pescara, da dove si imbarcarono per Brindisi liberata dagli Alleati. La capitale fu abbandonata ai tedeschi senza predisporre alcuna difesa. Reparti di granatieri, appoggiati da civili insorti, tentarono una vana difesa a Porta San Paolo, arrendendosi alle 16 del 10 settembre.

L’esercito lasciato senza ordini, in Italia e all’estero si trovò accanto il forte esercito tedesco divenuto improvvisamente nemico. In Italia in particolare, in previsione di una probabile resa dell’Italia, fu attuato il piano Alarico che prevedeva l’occupazione di tutta l’Italia del centro-nord. L’ordine immediato dei tedeschi alle forze armate italiane fu: consegna delle armi e deportazione nei campi di prigionia in Germania. Le forze armate italiane tentarono di sfuggire a questo destino, abbandonando i reparti, spogliandosi della divisa e dirigendosi verso la propria città o paese: fu il “tutti a casa” che provocò nella coscienza del paese un trauma grandissimo. Laddove i comandanti militari organizzarono le truppe e diedero l’ordine di reagire, i soldati italiani combatterono con coraggio e sacrificio straordinari: Corsica, Cefalonia, Barletta. Ma centinaia di migliaia di militari italiani, in Italia, Grecia, Albania, Jugoslavia e sugli altri fronti, furono avviati alla prigionia in Germania. Ad esclusione della corazzata Roma, affondata da aerei tedeschi, la flotta militare riuscì invece a raggiungere Malta, come da ordini ricevuti, e anche l’aviazione si consegnò agli Alleati senza gravi perdite. Nell’isola greca di Cefalonia più di 10.000 uomini della divisione “Acqui” decisero di resistere. Dopo aspri combattimenti, la divisione si arrese il 24 settembre, ma i sopravvissuti furono fucilati per rappresaglia: solo 400 uomini riuscirono a raggiungere i partigiani greci. In tutte le forze armate, più di 600.000 soldati furono deportati in Germania, 40.000 uccisi, 20.000 dispersi.

Il Re Vittorio Emanuele III° e il capo del Governo Pietro Badoglio erano in salvo a Brindisi dal 10 settembre.

3 commenti »

  1. ma il fascismo non cadde nel 1945 con la morte di mussolini?

    Commento di jonny — Novembre 26, 2007 @ 6:10 pm

  2. Il regime fascista, quale si era strutturato in venti anni di governo nell’Italia monarchica, cadde effettivamente il 25 luglio 1943. Una nuova esperienza di fascismo, questa volta repubblicano, si svolse nell’Italia centro settentrionale occupata dai Tedeschi dal settembre 1943 sino all’aprile 1945.

    Commento di Storia e memoria — Novembre 30, 2007 @ 7:24 pm

  3. avete visto il film dove c’è sordi che fa il soldato e non capisce + niente quando viene proclamato l’armistizio???
    secondo me è molto significativo
    anche mio nonno si trovò in una situaszione del genere…………………..

    Commento di cuccurudduruincarriola — Dicembre 10, 2007 @ 12:58 pm

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